Ravenna contro le mafie. Allievi della Pescarini per la prima volta in scena al Rasi per lo spettacolo dal titolo “Shakespeare si scrive con l’H?”

Venerdì 23 Marzo 2018 10:30 Home Notizie ed eventi Ravenna contro le mafie. Allievi della Pescarini per la prima volta in scena al Rasi per lo spettacolo dal titolo “Shakespeare si scrive con l’H?”

 

Fare esperienza di legalità, giustizia e democrazia per creare anticorpi nella società civile, in particolare nelle giovani generazioni, che in futuro potranno prendere decisioni nel rispetto delle regole e delle leggi. Una cultura dell’anti corruzione che è l’unica arma in grado di contrastare la criminalità organizzata. 


Tra gli eventi che hanno preso il via lunedì scorso coinvolgendo la popolazione scolastica in varie iniziative, è in programma lo spettacolo dal titolo “Shakespeare si scrive con l’H?” con il quale venti ragazzi incontrano il drammaturgo inglese per parlare di mafie. Andrà in scena al Teatro Rasi lunedì 26 marzo alle 10 dedicato alle scuole e giovedì 29 marzo alle 21 aperto gratuitamente alla cittadinanza. Lo spettacolo, il cui testo è realizzato e interpretato da studenti e studentesse del Liceo Classico Dante Alighieri, della Scuola Arti e Mestieri Angelo Pescarini, del Liceo Artistico Nervi Severini, è prodotto dal Comune di Ravenna, con la regia di Eugenio Sideri e Carlo Garavini e la collaborazione del Gruppo dello Zuccherificio.

Il programma di attività del progetto “Ravenna contro le mafie” è organizzato dagli assessorati alla Pubblica istruzione e alle Politiche giovanili, in collaborazione con Libera Ravenna, Associazione Pereira, SOS Impresa e il contributo di Coop Alleanza 3.0 e Camst.

laboratori proposti dall'Associazione Pereira nelle scuole hanno permesso di ripercorrere con i ragazzi le tappe storiche dello sviluppo delle mafie nel nostro paese fino all'attualità più stringente, che purtroppo coinvolge anche l’Emilia-Romagna. Uno dei momenti più significativi è stato l'incontro con i testimoni e i famigliari delle vittime che raccontano ai ragazzi le loro storie e riflettono con loro sulle cause e sulle possibili soluzioni per contrastare le associazioni mafiose. In occasione di alcuni di questi incontri è stato realizzato un video che intende evidenziare l’importanza di ascoltare chi è stato vittima di episodi mafiosi. I ragazzi hanno potuto interloquire con Matteo Luzza, a cui la 'ndrangheta uccise il fratello ventenne e ora referente di Libera in Calabria, Roberto Fiorillo, agronomo e socio fondatore della cooperativa sociale Le Terre di Don Peppe Diana – Libera Terra, Antonio Anile, ex imprenditore vittima di usura, attualmente referente nazionale di SOS Impresa. Il video è visibile e scaricabile a questo link https://youtu.be/GJfCtNZzZzM

In dieci anni di vita del progetto “Ravenna contro le mafie” i frutti sono la grande partecipazione delle ragazze e dei ragazzi delle scuole che, rendendosi conto che la mafia non è altrove, ma a fianco a noi, hanno espresso i loro pensieri di legalità realizzando mostre di cartelloni e disegni, scrivendo testi originali Rap, componendo musica e proponendo performance dal vivo, elaborando temi, articoli, riflessioni. Hanno partecipato e partecipano tutt’ora ad eventi nazionali, manifestazioni e marce per la legalità, dimostrando così di essere loro i veri anticorpi contro i comportamenti mafiosi che alimentano inciviltà e illegalità.