Plurilinguismo

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PROGETTO “L’educazione al PLURINGUISMO”

Destinatari: Le  Scuole d'Infanzia e primo ciclo delle Scuole Primarie, Statali, Comunali e private presenti sul territorio del Comune di Ravenna, in rete con il Servizio Istruzione e Infanzia del Comune di Ravenna.

Il progetto nasce dalla profonda esigenza di promuovere competenze plurilingue a scuola e dare strumenti alle nuove generazioni per affrontare la complessità di una società dell’informazione, multilingue e multiculturale, caratterizzata da provvisorietà, pluralità, polivalenza e problematicità. Tale esigenza è molto sentita dal Servizio Istruzione del Comune di Ravenna che coordina le scuole del territorio e che è partner attivo del progetto. Nel libro bianco della Commissione europea, Insegnare e apprendere: verso la società conoscitiva, pubblicato nel 1996, il plurilinguismo viene definito "caratteristica della cittadinanza europea","elemento di identità", "condizione essenziale per l’appartenenza alla società conoscitiva". In un mondo contraddistinto dal cambiamento sempre più veloce e dalla complessità sempre crescente, il plurilinguismo offre enormi vantaggi per individui, scuole in termini di sviluppo intellettuale, culturale, scientifico, tecnologico, produttivo e occupazionale.

 

Descrizione sintetica del progetto

Il progetto, attraverso la formazione delle insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria, ha lo scopo di realizzare, ambienti educativi che consentano lo sviluppo, nei bambini e nelle bambine, di competenze plurilingui.

Si articola nelle seguenti azioni:

1) Lezione magistrale a insegnanti e genitori. Presentazione dell’approccio teorico per condividere il percorso e la sperimentazione didattica di un innovativo apprendimento delle lingue.

2) La formazione / intervento di circa 60 insegnanti di Scuola dell’Infanzia, Scuola Materna e primo ciclo delle Primarie. Articolata in formazione generale sul metodo plurilingue e in formazione specifica per la elaborazione dei materiali da utilizzare nella sperimentazione successiva.

3) La sperimentazione e il Supporto alla messa a regime.

Nella sperimentazione gli insegnanti provano a mettere in pratica il copione elaborato nella fase formativa.

Nella messa a regime verrà introdotto in aula il plurilinguismo come routine, ovvero come gestione ricorrente di segmenti di insegnamento disciplinare utilizzando una lingua non italiana. In questa fase si metteranno a disposizione degli insegnanti strumenti quali la supervisione da parte dell’esperto e la pianificazione di focus group con la funzione di verificare che il processo proceda nel modo corretto e di supporto professionale, al progressivo padroneggiamento della metodologia e nella gestione dell’attività di insegnamento usando più lingue.

 

Expertise

Si utilizza per tutte le attività previste dal progetto il Prof. Martin Dodman (esperto linguista di fama internazionale - docente di Educazione comparata e Didattica delle Lingue nella Facoltà di Scienze della Formazione, Libera Università di Bolzano. Studi e ricerca post laurea in Linguistica e Letteratura comparata a Columbia University, New York, USA.).

 

Risultati attesi

Il progetto agisce su più piani:

-      Coinvolgimento e sensibilizzazione dei genitori

-      Formazione degli insegnanti all’utilizzo quotidiano e sistematico del metodo

-      Sviluppo nei bambini di competenze plurilingue, acquisizione cioè di più lingue e linguaggi e loro uso in diverse forme di comunicazione.

 

Aspetti innovativi

L’approccio metodologico sostiene che l’immersione nel multilinguismo in età precoce non porta solo ad un arricchimento dal punto di vista delle prospettive culturali ma porta ad un’evoluzione delle connessioni neuronali. Il risultato è una crescita cognitiva più veloce del bambino. Una regola, però, c’è: non bisogna proporre le lingue ai bambini in maniera didattica, a mo’ di insegnamento. Al contrario, bisogna proporle loro nel quotidiano.

Il Plurilinguismo come metodologia, quindi, si fonda sull’idea che l’apprendimento plurilingue nel bambino avviene nel contesto della relazione affettiva ed esperienziale che l’adulto e il bambino condividono: l’insegnante realizza “copioni linguistici” che nascono dall’osservazione dei bambini nel contesto scolastico e che veicolano, attraverso una comunicazione permeata di senso, conoscenze e competenze che sono non solo linguistiche, ma anche relazionali, conoscitive e metodologico-operative (cioè che producono cose-risolvono problemi).

L’attività di formazione è di tipo metodologico e laboratoriale. Essa è finalizzata a sperimentare nelle sezioni/classi coinvolte, percorsi educativi caratterizzati dall’uso di più lingue (ad es.italiano e inglese; italiano e spagnolo… senza che i bambini, nel caso provengano da paesi diversi, trascurino il parlato delle lingue madri), in modo da consentire alle insegnanti di rendere “di routine”, l’uso delle due lingue nelle attività quotidiane rendendo il plurilinguismo un elemento caratterizzante nel curricolo formativo.

Infine l’entità di una sperimentazione su così larga scala rappresenta sicuramente un elemento di innovatività e di validità dell’esperienza.

 

Alcuni presupposti teorici

Fin dalla sua nascita lo sviluppo linguistico del bambino assume una importanza fondamentale per la sua crescita globale. L'acquisizione e il potenziamento del linguaggio è il processo attraverso il quale il bambino riconosce il modo in cui le forme linguistiche impiegate nella propria cultura nativa (che essa sia caratterizzata dal monolinguismo o dal plurilinguismo) permettono la comprensione, l'interpretazione, l'organizzazione e l'espressione delle proprie esperienze e delle proprie conoscenze riguardo al mondo circostante. Il linguaggio risulta il mezzo essenziale affinché l'input sensoriale del bambino - attraverso la vista, l'udito, il tatto, il gusto o l'olfatto - venga tramutato in sviluppo intellettuale. Il linguaggio evolve al servizio del pensiero, della formulazione dei concetti e della crescita dell'intelligenza. E' lo strumento principale dell'apprendimento, e va trattato come tale in modo trasversale e longitudinale nell'intero curricolo scolastico.

Perché avviare l’apprendimento di altre lingue quanto prima? Il motivo principale è quello di sfruttare la maggior plasticità cerebrale dimostrata durante l'apprendimento precoce e che crea una particolare predisposizione all’acquisizione delle lingue; un fenomeno che cambia progressivamente a causa, almeno in parte, delle modifiche nelle risposte neuronali all'input ricevuto che si verificano man mano che le connessioni sinaptiche si rinforzano e si consolidano in base alle esperienze vissute e alle competenze sviluppate. Dagli studi emerge che più precoce è l'inizio dell'apprendimento delle lingue e più probabile è che esse vengano incorporate nella plasticità neuronale formativa e organizzativa degli schemi mentali che sono alla base dello sviluppo delle competenze.

Si ipotizza, inoltre, che tale processo spieghi la maggior velocità di apprendimento del bambino rispetto all'adolescente o all'adulto, per via del tasso superiore del suo "fattore di crescita neuronale", conosciuto in inglese come NGF, cioè, "nerve growth factor". E qui i benefici sono bidirezionali. L'obiettivo che si ottiene con tale approccio non è solo quello di cogliere il momento più propizio all'apprendimento di più lingue, ma, attraverso lo sviluppo del plurilinguismo, di potenziare la plasticità cerebrale del bambino, stimolando l'NGF, e perciò esercitando un'influenza benefica per lo sviluppo della sua intelligenza in quanto tale.

 

 

Avvio del progetto:

LEZIO MAGISTRALIS del 23 SETTEMBRE 2013 “EDUCARE CITTADINI PLURILINGUE”

Relatore Prof. Martin Dodman

Clicca per scaricare il materiale didattico del 23 settembre 2013

 

Si è avviata il 16 Ottobre la formazione/intervento generale finalizzata a trasmettere l'impianto culturale e metodologico dell'iniziativa. 

Clicca per scaricare il materiale didattico del 16 ottobre 2013